Ringrazio l'amministratore Carlo per il suo intervento.
È interessante e rivelatorio conoscere il contesto in cui si "tuffa" una canzone divenuta famosa sia al momento della sua primigenia uscita che nel tempo a venire, tanto da essere "coverizzata" e riascoltata anche oltr'alpe.
L'impronta melodica del brano "Buonasera dottore", oltre ad inserirsi nel filone - allora divenuto in voga - della canzone cantata con intermezzi parlati, è tipica degli anni 70: sia l'interpretazione che gli arrangiamenti delle successive cover, a loro volta, ben richiamano lo stile del loro tempo.
L'occasione per ascoltare con piacere le cover - molte a me sconosciute (come al solito) - mi fornisce lo spunto di condividere - per chi lo voglia - alcune mie riflessioni, tra le tante che può suscitare una canzone.
Per dire: oltre a rivelare un'impronta "romantica", il brano possiede un inevitabile sottotesto ironico, dovuto sia alla dissimulazione del contesto "maldestro", sia all'interpretazione.
Vieppiù, credo che la cover spagnola di Marina Dorell raggiunga davvero delle inflessioni vocali esageratamente grottesche (forse saranno i modi di cantare iberici) che rendono i toni usati abbastanza inverosimili, se non addirittura comici.
Mentre canta, infatti, l'interprete parrebbe aver bisogno veramente di un dottore (ma bravo!): il tono lirico e insolitamente tragico trasmette un'esasperata angoscia, tale da suscitare nell'ascoltatore l'urgenza di chiamare sul momento un'ambulanza per la cantante stessa, benché sia solo una voce di persona a suo tempo in buona salute e incisa sul solco del vinile.
E che dire dell'atmosfera tragica smorzata dalla controparte Andres Garcia?
Se la ride pure, il birbaccione!
La cover di Claudio Baglioni e Sabina Ciuffini forse per prima sdogana alle stampe musicali le parti invertite dell'uomo e della donna: in questo caso, per coerenza, bisognava però dissimulare meglio e rispondere al telefono: "Buonasera dottoressa!".
Certo, così non richiama il titolo depositato alla SIAE... Ma chissà...in una futura cover...
Sabina Ciuffini, inoltre, nel recitato inserisce un piccolo "cameo" del tutto personale allorquando risponde "A si? Non le ho dato la busta giusta?": è un divertente riferimento ai tempi in cui era la valletta di Mike Bongiorno nella trasmissione "Rischiatutto".
Con la cover di Mina - che colpevolmente sconoscevo - solo adesso scopro come si sia chiuso un cerchio: ai tempi parrebbe che il brano, prima che a Claudia Mori, fosse stato a lei proposto, raccogliendo, però, un suo rifiuto.
Rifiuto, a quanto pare, solo temporaneo se, appena 11 anni dopo(!), ha avuto un provvidenziale ripensamento e il brano lo ha interpretato: anzi, oso dire che lo ha letteralmente sublimato, come solo Mina può e sa fare!
Di certo, l'imprinting e il corredo dei ricordi che vi sono legati lo abbiamo ricevuto da un'originalissima Claudia Mori: quello è l'inizio e (una bella) storia negli annali della canzone italica!
È interessante e rivelatorio conoscere il contesto in cui si "tuffa" una canzone divenuta famosa sia al momento della sua primigenia uscita che nel tempo a venire, tanto da essere "coverizzata" e riascoltata anche oltr'alpe.
L'impronta melodica del brano "Buonasera dottore", oltre ad inserirsi nel filone - allora divenuto in voga - della canzone cantata con intermezzi parlati, è tipica degli anni 70: sia l'interpretazione che gli arrangiamenti delle successive cover, a loro volta, ben richiamano lo stile del loro tempo.
L'occasione per ascoltare con piacere le cover - molte a me sconosciute (come al solito) - mi fornisce lo spunto di condividere - per chi lo voglia - alcune mie riflessioni, tra le tante che può suscitare una canzone.
Per dire: oltre a rivelare un'impronta "romantica", il brano possiede un inevitabile sottotesto ironico, dovuto sia alla dissimulazione del contesto "maldestro", sia all'interpretazione.
Vieppiù, credo che la cover spagnola di Marina Dorell raggiunga davvero delle inflessioni vocali esageratamente grottesche (forse saranno i modi di cantare iberici) che rendono i toni usati abbastanza inverosimili, se non addirittura comici.
Mentre canta, infatti, l'interprete parrebbe aver bisogno veramente di un dottore (ma bravo!): il tono lirico e insolitamente tragico trasmette un'esasperata angoscia, tale da suscitare nell'ascoltatore l'urgenza di chiamare sul momento un'ambulanza per la cantante stessa, benché sia solo una voce di persona a suo tempo in buona salute e incisa sul solco del vinile.
E che dire dell'atmosfera tragica smorzata dalla controparte Andres Garcia?
Se la ride pure, il birbaccione!
La cover di Claudio Baglioni e Sabina Ciuffini forse per prima sdogana alle stampe musicali le parti invertite dell'uomo e della donna: in questo caso, per coerenza, bisognava però dissimulare meglio e rispondere al telefono: "Buonasera dottoressa!".
Certo, così non richiama il titolo depositato alla SIAE... Ma chissà...in una futura cover...
Sabina Ciuffini, inoltre, nel recitato inserisce un piccolo "cameo" del tutto personale allorquando risponde "A si? Non le ho dato la busta giusta?": è un divertente riferimento ai tempi in cui era la valletta di Mike Bongiorno nella trasmissione "Rischiatutto".
Con la cover di Mina - che colpevolmente sconoscevo - solo adesso scopro come si sia chiuso un cerchio: ai tempi parrebbe che il brano, prima che a Claudia Mori, fosse stato a lei proposto, raccogliendo, però, un suo rifiuto.
Rifiuto, a quanto pare, solo temporaneo se, appena 11 anni dopo(!), ha avuto un provvidenziale ripensamento e il brano lo ha interpretato: anzi, oso dire che lo ha letteralmente sublimato, come solo Mina può e sa fare!
Di certo, l'imprinting e il corredo dei ricordi che vi sono legati lo abbiamo ricevuto da un'originalissima Claudia Mori: quello è l'inizio e (una bella) storia negli annali della canzone italica!